L'Anti-Stronza

Il salone delle velleità nel falò delle amenità

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Il “fidanzato” ideale

Pupazzi

Rovistando in giro per la rete ho trovato questo meraviglioso dialogo.
Vorrei dire “immaginario”, ma temo sia drammaticamente reale!
La nostra Prescelta merita. Sa scrivere. Ha un suo stile…
E ci ricorda i danni irreparabili della vita di provincia.

«Devo trovarmi un fidanzato! Perché? Per fare determinate cose. Cose tipo darsi un bacio sotto al vischio, guardare le vetrine di Natale con quell’aria romantica nelle ciglia che fanno su e giù, stringersi a qualcuno mentre suona la canzoncina della mezzanotte, andare al cinema per vedere il classico film d’amore con lieto fine, fare un fine settimana per due in una spa sperduta tra i monti

A me già viene da vomitare solo al pensiero!

«Ah, capisco. Quelle cose che di solito non si fanno con gli amici. Beh, alcune delle cose che hai detto richiedono soldi. Tutte insieme richiedono, sicuramente, avere dei soldi.»

Ecco e là ti volevo! L’amore è cieco, ma ci sente benissimo: se hai il portafoglio pieno e che tintinna è meglio.

«Vuol dire che me lo troverò ricco!»
«Uhm, sbagliato. Devi trovarlo benestante, sono due cose diverse.»
«Cioè?»
«Cioè devi trovarne uno che era ricco già di suo e che dunque abbia avuto modo per sviluppare sensibilità alle cose che dici. Altrimenti rischi di trovarne uno che per diventare ricco non ha mai trovato il tempo per fare nessuna di queste cose e nemmeno tempo per pensare che potessero essere gradevoli.»

Shopping natalizio tra orde di deficienti in frenesia da ultimo regalo e mocciosi urlanti, per la festa più falsa e ipocrita dell’anno. Pomiciate sotto il vischio che ti punge il collo e pure la cazzo di canzoncina a mezzanotte. L’orrore indescrivibile del filmaccio melenso e plastificato con due pupazzi dalla faccia da ebete, che si scambiano smancerie, più finti di Barbie e Ken. La SPA tra i monti, che fa tanto Orso Bruno e Vodafone...relaaax!
No, bimba. Certe cose prescindono dal reddito. Non ti ci abitui manco dopo un milione di anni!

«Quindi uno ricco di famiglia?»
«Sì, possibilmente orfano, e che per sentirsi meno solo abbia preso l’abitudine di leggere.»
«Perché, quelli che non sono orfani non leggono?»
«Può darsi di sì, ma di solito i libri glieli comprano le madri. Oppure comprano libri che per le madri non sia disdicevole trovare in giro. Cosa credi, sia facile trovarne uno con cui puoi condividere invece che sopportare?»

Cosa?Cosa?Cosa? Madri che comprano libri ai figli e che non siano “disdicevoli” da trovare in giro????Pargoli che si presuppone abbiano raggiunto la maggior età, ma evidentemente leggono ancora Topolino. Così, tanto per non correre rischi e destare “scandalo” tra una visita e l’altra.
s-BARBIE-AND-KEN-largeMa chi cazzo frequentate??? L’asilo nido? Condividere invece di sopportare… Come minimo prendi uno e trovi due: una suocera all’ennesima potenza, talmente disdicevole da frugare persino nella libreria del figlio/fidanzato deficiente.  E questo sarebbe l’uomo (si fa per dire) ideale?

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