L'Anti-Stronza

Il salone delle velleità nel falò delle amenità

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L’EVOLUZIONE SESSUALE DELLE DONNE

Troppo bello per non condividerlo!

DA ZERO A TRO*A IN POCHI ANNI: L’EVOLUZIONE SESSUALE DELLE DONNE

(di Bric-a-brac – 06.08.2013)

riva-al-mare

«La donna? Solo il diavolo sa cos’è» scriveva Tolstojevskij nei fratelli Merdarazov. Peccato che lo scrittore norvegese sia vissuto nel ’600 e non abbia avuto la fortuna di leggere questo blog. Voi parameci invece avete la botta di culo di vivere nell’epoca dell’Oltreuomo, che tanto vi ha rivelato sull’esemplare femmina e tanto ancora vi rivelerà. Oggi parleremo dell’educazione sentimentale delle donne: citando l’illustre romanziere spagnolo Flaubert percorreremo le tappe d’innamoramento dalla nascita alla morte, passando dalla menopausa ai noduli al seno. Silenzio in classe, la lezione comincia.

1/5 anni – Il padre

Quel grande cocainomane di Freud qualcosa lo ha imbroccato. La femmina durante i primi anni della sua vita prova un’attrazione sessuale irrefrenabile nei confronti del Padre, e di conseguenza un desiderio irrefrenabile di fare a pezzi la madre per sostituirla. In realtà è tutto frenabile visto che è grande quanto una confezione di Fonzies da 20, e per fortuna col tempo sublima le sue pulsioni sessuali e aggressive in tenerezza verso i genitori, giusto giusto prima di arrivare all’età che ti permette di capire come provocare ferite che non si rimarginano con un coltello.

5/10 anni – I compagnucci

Ecco, la femmina comincia le elementari, le pulsioni sono momentaneamente sopite e nella piccola nasce un certo dualismo nei confronti dei compagni maschietti. Può nascere qualche amore, ma è più un’emulazione degli adulti.

11/15 anni – La nascita della tragedia

Le danze cominciano. Le mesture arrivano e con loro l’interessamento della femmina nei confronti dei maschi. All’inizio di questa fase si limona duro; beneficiari i ragazzi un po’ più grandi con il motorino che fa tanto 883 e le migliori amiche attraverso le quali affinare le tecniche del mulinello, spatola, ecc.. Verso la fine la ragazza viene sverginata dal classico tamarro di paese: ignorante, arrogante, forte a calcio, peloso.

15/20 anni – L’adolescenza

Con la prevedibilità di un Pokemon la donna si evolve in troia. Il nuovo stato è ormai completamente sviluppato. Il partner ideale continua ad essere l’ignorante del paese, il cannato o il mini PR della discoteca della domenica. Comincia il periodo degli aborti, numerosi e mai banali. Molto spesso in questo lustro la donna instaura una relazione fissa di circa un annetto, ma poco dopo ritorna single. É attratta dal ribelle che vive secondo le sue regole, si irrita il pube sperimentando diverse tecniche per rasarsela, provoca infarti al padre e si pasticcia la faccia con il trucco ottenendo inconsapevolmente capolavori di Jackson Pollock sul muso.

20/25 anni – La redenzione

Sono giunti gli anni dell’università. I suoi vecchi partner ideali ormai sono pelati, grassi e lavorano in fabbrica da due anni. La donna è furba e li abbandona. Si sente redenta, intellettuale, radical chic. Adesso i suoi possibili partner hanno un nuovo profilo: colti, brillanti, romantici, universitari; tutti soggetti che al liceo non cagava. I poveri cristi ci cascano, ritrovandosi accanto un’automobile usata di trentasettesima mano. É il periodo della grande conversione, una conversione di facciata in realtà; la donna continua ad essere troia ma cura la sua immagine sociale. Una vocina dentro le sussurra che deve sposarsi.

25/30 anni – Rompicoglioni

Il ragazzo colto e romantico dei vent’anni viene abbandonato perché incastrato in un dottorato senza borsa. La donna è furba. Cambia di nuovo profilo; adesso ricerca diplomati che si sono trasformati in Yuppie vendendo tastiere wireless a provvigione. Vive aspettando le vacanze alle Canarie, comincia a fantasticare su qualche marmocchio da sfornare. Rompe i coglioni. Lo sdoppiamento della personalità cominciato a vent’anni si evolve ulteriormente: diventa moralista ed ancora più troia. Il culo comincia a cadere, i fianchi si allargano, reprime violentemente le sue pulsioni di puttana per la paura di venire scoperta e conseguentemente lasciata: non posso restare single, chi mi vorrà più a quest’età?

30/40 anni – La dinastia

Mantiene il ragazzo del precedente lustro, al quale ammorba pesantemente i coglioni dalla mattina alla sera. Partorisce. Chiamerà il bambino Marco se di estrazione media, Elvis se di estrazione bassa o alta. Mangia come un’idrovora e si iscrive in palestra.

40/50 anni – Una nuova giovinezza

Arrivati gli «anta» una nuova rivoluzione. La menopausa si avvicina e il sistema ormonale abbatte le repressioni. Torna troia. Lascia il marito – al quale ciuccia casa alimenti, automobile e vita – e va a caccia di toy boy. Vuole carne giovane e seguendo l’esempio della Clerici passa Luglio ed Agosto a Capo Verde.

50/60 anni – La caduta

I toy boy non riescono più a copulare con la vecchiarda e la nostra donna ormai cinquantenne si ritrova sola soletta. Le opzioni sono due: o ritorna dal marito in ginocchio ( che la manderà a fare in culo), o si cerca un povero vedovo disposto a dividere il cesso con lei.

Educazione sentimentale a 60 – 100 anni – La saggezza

Giunge la fine della vita sentimentale della donna. Dai sessant’anni in poi, dopo una media di 76 uomini diversi, 114 fellatio e 20000 handjob, non farà altro che ripetere alla nipotina che alla sua età non sapeva nemmeno che cos’erano quelle cose, che il mondo è sporco, che le donne di oggi sono tutte delle vacche. Tra le mani l’inseparabile rosario.

Ah, l’evoluzione sessuale delle donne.

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Per cominciare…

Come diventare bella, ricca e stronza… La magnifica stronza… Stronza e felice… Sono stronza e me ne vanto… Manuale della perfetta stronzaStronza e orgogliosa di esserlo
Nell’eterna guerra dei sessi l’ultima strategia dell’altra metà del cielo è di rendersi più odiosa di quanto già non le riesca al naturale. E pensa pure che esista un metodo ‘scientifico’ per riuscire nell’impresa. “Stronza” è diventata sinonimo di donna intraprendente, dinamica, vincente…
Sarà, ma il significato di “stronza” è uno solo. E non lascia spazio ad equivoci.
Eliminate le manfrine, le velleità letterarie, le cazzo di poesie, le arie da virago in carriera, per usare una vera citazione d’autore, sarà il caso di ricordare alle dirette interessate il significato originale della parola:

Sergeant Hartman

solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda

Ma va da sé, “stronza” è diventata il modello di riferimento ed il termine prediletto nel quale si identificano migliaia di pulzelle più o meno avvizzite, convinte che ciò faccia incredibilmente “donna moderna”: sempre un passo indietro coi tempi che fuggono via, insieme agli anni e agli uomini che giustamente le piantano in asso non potendone più.
Nell’orgogliosa categoria della stronza recidiva predomina la nevrotica in eterna depressione, coi suoi blog listati a lutto, mentre si auto-commisera dalla mattina alla sera. Povere frustrate e vecchie zitelle inacidite dagli anni, che poverine sono convinte di essere speciali, come se fossero l’ultima donna rimasta sul pianeta. Il dramma peggiore è che si prendono maledettamente sul serio. E in attesa del principe azzurro, salvo poi scoprire che è gay, e che non arriverà mai, stanno lì a sciorinare giudizi sui “maschi” tanto cattivi e superficiali che non capiscono quanto siano uniche e straordinarie, perennemente insoddisfatte, col broncio dell’eterna incompresa, consolandosi con lo specchio magico a cui chiedere chi è la più stronza del provider.
E poi si chiedono pure perché nessuno è disposto ad accollarsele!
Fortunatamente, Iddio per rimediare ai danni di una creazione imperfetta ha inventato anche la Prostituzione, la Pornografia, e la Masturbazione.

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